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Motori - Dakar: le news

Capodanno hardcore ovvero una libidine di sabbia

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marbinn - 31/12/11, 09:43

Questo non vuole essere l'ultimo commento dell'anno, bensì il primo del 2012. Perchè parliamo della Dakar, l'alba della stagione motoristica, qualcuno l'ha definita splendidamente l'hardcore del rally. E quest'anno lo è più di sempre, di sicuro la più dura da quando il circus si è trasferito in sudamerica. E sarà durissima da vincere anche la nostra Dakar, anche per i campioni in carica rizz23 e aToBLa.

Cambia il tracciato, non più un circuito con partenza e arrivo sul mare argentino, ma un coast to coast massacrante dall'Atlantico al Pacifico, novemila km da Mar del Plata a Lima, e proprio lo scenario peruviano è la grande novità, non bastavano infatti i canyons argentini e il deserto cileno a rendere infernale il compito ai piloti, adesso c'è anche una sfilza di micidiali dune soffici di sabbia che, per quel poco che si è potuto vedere, negli ultimi giorni metteranno a dura prova i superstiti, anche i più nostalgici del Tenerè.

Rispetto alla scorsa edizione c'è una speciale in più, 14 impegni giornalieri divisi da un'unico giorno di riposo, a cominciare da domani primo giorno dell'anno con una speciale sul lungomare argentino, 57 km così giusto per prendere confidenza col mezzo. E poi via attraverso la pampa verso le Ande, in un continuo cambio di terreno, dall'asfalto ai ghiaioni, passando per la sabbia e i pascoli. Una libidine. Peccato che la copertura televisiva sia solo quella mezzoretta che ci regala Eurosport; a dire il vero sul sito ufficiale si parla di Sportitalia, ma sui palinsesti non ci sono tracce.

Sono ben 446 i concorrenti al via, suddivisi nelle quattro categorie previste, piloti di tutte le età, dal ventenne Bonetto con il suo quad, all'ultrasettantenne Regunaschi alla guida di una Toyota (se lo fa lui potremmo farci un pensierino anche pitoro, delbos e il sottoscritto, magari con un bel camion, cercasi sponsor ndr). Ma per il nostro gioco ci interessano solo auto e moto, vediamo cosa ci dovrebbe aspettare.

Auto. Tutti gli esperti indicano in Stephane Peterhansel l'assoluto favorito. Il pilota di punta del team (di punta) X-Raid parte sulla sua Mini col dichiarato obiettivo di strappare ad Al-Attiyah lo scettro di campione. Il qatariano, appiedato dalla Volkswagen, cercherà di difendersi su un Hammer del team di Bobby Gordon, altro probabile pretendente alle posizioni che contano. Il più accreditato antagonista sembra però Nani Roma, anche lui su Mini, a patto che stavolta eviti le carambole nei crepacci; con loro sicuri protagonisti saranno gli altri del team X-Raid, a cominciare da Holowczyc, quinto lo scorso anno, e poi Novitskiy e Leal Dos Santos. Diranno certamente la loro anche De Villiers, secondo nel 2011 e preso a bordo dalla Toyota, e il suo compagno di team Terranova; chiudono il lotto dei migliori Lavieille, anche se orfano della sua Nissan, e il carioca Spinelli su Mitsubishi. Possibile outsider il tedesco Kahle sul buggy SMG. Ah dimenticavo, se vi manca qualche scelta potrete sempre affidarvi a Adam Malysz e il suo Payero.

Moto. Continuerà la sfida infinita tra lo spagnolo Coma e il francese Despres. La coppia regina della KTM, vincitrice in parti uguali delle ultime 6 Dakar, potrebbe trovare, in particolari tappe e condizioni, avversari tosti nei portoghesi Rodrigues Helder, terzo nel 2011, e Goncalves, rimasto solo a difendere i colori Husqvarna dopo il forfait di Fretigne (devo consigliargli il mio fisioterapista). Sicuri protagonisti saranno gli altri motorizzati KTM, a cominciare da Pedrero Garcia e Faria, scudieri dei due big, oltre a Ullevalseter, Viladoms e al polacco Przygonski. Attenzione all'Aprilia del cileno Lopez Contardo in particolare nelle speciali di casa. Atteso alla conferma anche lo statunitense Cody dopo l'ottimo debutto dello scorso anno, e degno di attenzione anche il suo connazionale Street, vincitore della speciale di Copiaco. Possibili outsider il francese Duclos su Aprilia e l'olandese Verhoeven, spesso ben classificati nelle speciali; da trattare con estrema attenzione l'altro transalpino Casteau, una specie di terno al lotto; più affidabile dovrebbe essere il suo compagno Pain.

Di hardcore ho cominciato e di hardcore finisco. Non so quanto vincerà ma il mio centauro preferito quest'anno sarà Hugo Payen, in sella alla Yamaha n. 69 sponsorizzata Marc Dorcel, e presentata alla stampa all'interno di un sexy shop. Chissà come lo pagano... Se sopravvive lo gioco nell'ultima tappa.

 

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